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XV Rapporto Ismea-Qualivita: DOP e IGP patrimonio da 15 miliardi di euro

Una economia reale che consolida non solo il comparto agroalimentare ma soprattutto la vocazione di un intero paese per il suo ineguagliabile territorio e paesaggio.

È stato presentato oggi a Roma il Quindicesimo Rapporto Ismea – Qualivita sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP IGP STG, l’indagine annuale che analizza i più importanti fenomeni socio-economici del comparto della qualità alimentare certificata.

Principali numeri del comparto

Si rafforza il primato mondiale dell’Italia per numero di prodotti DOP IGP con 818 Indicazioni Geografiche registrate a livello europeo. Il comparto esprime i risultati più alti di sempre anche sui valori produttivi con 14,8 miliardi di valore alla produzione e 8,4 miliardi di valore all’export. Dati che testimoniano una crescita del +6% su base annua e un aumento dei consumi nella GDO del +5,6% per le vendite Food a peso fisso e del +1,8% per il Vino.
Il settore Food, che nel 2016 conta 83.695 operatori (+5% sul 2015), vale 6,6 miliardi di euro alla produzione e 13,6 miliardi al consumo, con una crescita del +3% sul 2015, con l’export che continua a crescere (+4,4%) e un trend che nella Grande Distribuzione supera il +5,6% per il secondo anno consecutivo. Il comparto Wine – oltre 3 miliardi di bottiglie – vale 8,2 miliardi di euro alla produzione con una crescita del +7,8% e sfiora i 5 miliardi di valore all’export (su un totale di 5,6 miliardi del settore). Anche il trend degli ultimi 10 anni mostra una crescita continua del sistema DOP IGP che ha così affermato il proprio peso economico nel Paese fino a rappresentare l’11% dell’industria alimentare e il 22% dell’export agroalimentare nazionale (nel 2015 era il 21%). Il Sistema delle DOP IGP in Italia garantisce qualità e sicurezza anche attraverso una rete che, alla fine del 2017, conta 264 Consorzi di tutela riconosciuti dal Mipaaf e oltre 10mila interventi annui effettuati dagli Organismi di controllo pubblici.

“I dati presentati oggi ci confermano il successo di un modello produttivo tipicamente italiano che fa perno sulla qualità, sulla distintività e sulla valorizzazione dei prodotti tipici e dei saperi locali. L’apprezzamento sui mercati esteri, principale volano di sviluppo nel nostro sistema delle Indicazioni Geografiche, cresce a ritmo esponenziale: negli ultimi dieci anni l’export è aumentato del 140%, quasi il doppio se guardiamo al solo segmento del food”- ha dichiarato Raffaele Borriello, Direttore Generale dell’ISMEA -“La domanda mondiale di eccellenze agroalimentari Made in Italy è prevista in crescita e sono sempre più numerose le categorie di consumatori che si riconoscono all’interno di un modello alimentare di qualità e non necessariamente massificato e di basso livello. In uno scenario internazionale in continua evoluzione, è necessario rafforzare le politiche di valorizzazione delle nostre eccellenze alimentari, per potenziare le loro capacità di penetrazione sui mercati esteri, e di difesa dei prodotti italiani contro la concorrenza sleale delle imitazioni e delle contraffazioni”.

WINE

Nel 2016 il valore stimato della produzione imbottigliata DOP e IGP ha raggiunto gli 8,2 miliardi (+7,8%), mentre lo sfuso è salito a 3,3 miliardi di euro. Produzione vicina ai 25 milioni di ettolitri (+6,6%), di cui 14,5 DOP (+5,4%) e 10,4 IGP (+8,4%). I vini imbottigliati hanno superato così la soglia dei tre miliardi di bottiglie (+5,4%). Sono 14,6 i milioni di ettolitri di vino IG esportati nel 2016. Il valore all’export dei vini IG è stimato intorno ai 5 miliardi di euro (+6,2%) su un totale di 5,6 miliardi del settore (+4,4%). A livello di vino sfuso è confermata la leadership del Prosecco DOP con 630 milioni di euro in valore alla produzione, con un incremento sul 2015 del +34,5%. Completano il podio virtuale il Delle Venezie IGP (dal 2017 è entrato in produzione con la denominazione Trevenezie IGP) con 169 milioni di euro (+1,4%) e Conegliano Valdobbiadene – Prosecco DOP con 161 milioni di euro (+15,4%). Superano i 100 milioni di euro di valore (vino sfuso) anche il Chianti Classico DOP (112 mln di €, +12,4%), l’Asti DOP (103 mln di €, +2,6%) e il Veneto IGP (101 mln di €, +9,3%). Sul piano delle variazioni del valore del vino sfuso sul 2015, sono da segnalare quelle del Valpolicella DOP (+82,3%), del Provincia di Pavia IGP (+44, 6%) seguiti da Salento IGP (+27,9%) e Puglia IGP (+26,7%).

FORMAGGI

Il settore dei Formaggi, che conta su 27.933 operatori, è la principale categoria delle DOP e IGP in termini di volume d’af­fari, con un valore alla produzione che supera i 3,7 miliardi di euro per un’incidenza del 57% sul totale del comparto Food. Continua a crescere la quantità certificata (+2,9%) che supera le 517mila tonnellate di prodotto, con aumenti più che pro­porzionali in termini di valore alla produzione (+3,1%) e di valore al consumo (+3,8%). La quantità esportata, pari al 34% della produzione certificata complessiva, mostra risultati che migliorano quelli già eccellenti del 2015: con quasi 1,65 miliardi di euro, l’export cresce del +3,3% e rappresenta il 49% del totale delle esportazioni del comparto Food. Buoni risultati a livel­lo di export per i quattro prodotti che guidano la classifica del valore alla produzione, in ordine: Grana Padano DOP (+4%), Parmigiano Reggiano DOP (+9%), Mozzarella di Bufala Campana DOP (+11%), Gorgonzola DOP (+7%). Tra i prodotti principali, sui fronti produzione certificata e valore al consumo si segnalano trend positivi per Pecorino Romano DOP (+18% e +25%), Pecorino Toscano DOP (+32% e +10%) e Provolone Valpadana DOP (+12% e +9%).

PRODOTTI A BASE DI CARNE

I Prodotti a base di carne rappresentano la seconda categoria delle DOP e IGP per giro d’affari, con un valore alla produzio­ne superiore ai 2 miliardi di euro per un’incidenza del 30% sul totale del comparto Food, quota che supera il 34% se si con­sidera il valore al consumo (vicino ai 4,7 miliardi di euro). Il settore, che conta 4.014 operatori, mostra trend positivi rispetto al 2015 sia a livello di produzione certificata (+3,2%) che di valore (+10,7% alla produzione, +4,5% al consumo). L’export, che copre una quota del 17% della produzione, riporta ottimi risultati: con oltre 570 milioni di euro le esportazioni balzano del +13,6% rispetto 2015. Il Prosciutto di Parma DOP traina la filiera con oltre il 40% della categoria per quantità e valore alla produzione e quasi il 50% per valore all’export. Le altre grandi produzioni della categoria sono Mortadella Bologna IGP, Prosciutto di San Daniele DOP e Bresaola della Valtellina IGP che, ancora una volta sul fronte export, hanno riportato cre­scite in doppia cifra rispetto al 2015. In crescita i valori relativi a Prosciutto Toscano DOP e Prosciutto di Norcia IGP.

ORTOFRUTTICOLI

Con 111 riconoscimenti i prodotti ortofrutticoli sono la categoria leader per numero di denominazioni. Il primato riguarda anche le quantità certificate – circa 600mila tonnellate – mentre per quanto concerne il valore della produzione, questo ammonta a circa 310 milioni di euro e incide per il 5% sul totale del comparto Food DOP IGP. La categoria che vede impiegati 18.829 operatori, registra nel 2016 una flessione del -12% delle quantità certificate rispetto all’anno precedente e una battuta d’arresto ancora maggiore in termini di valore della produ­zione (-25%). Si evidenzia il ruolo di assoluto rilievo che ricoprono le esportazioni, che assorbono ben il 40% della produzione certificata complessiva del settore. I risultati della categoria dipendono soprattutto dai trend della Mela Alto Adige IGP (-15% volume e -33% valore rispetto al 2015) e della Mela Val di Non DOP (-14% volume e -33% valore), che rappresentano da sole l’80% della produzione certificata e il 67% del valore alla produzione. Tra le altre denominazioni crescite consistenti su base annua per Melone Mantovano IGP (+250% in quantità e +170% in valore), Pistacchio Verde di Bronte DOP (+54% in quantità e +51% in valore) e Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP (+19% in volume e +34% in valore).

ACETI BALSAMICI

La categoria degli Aceti balsamici – che può contare su 650 operatori – mostra nel 2016 dinamiche positive, sia in volume sia in valore. In particolare, il valore della produzione è pari a circa 385 milioni di euro (+1,8% sul 2015) per un’incidenza del 5,8% sul totale del comparto Food certificato DOP IGP; risultano in aumento anche i quantitativi certificati che arrivano a 95mila litri (+2,0%). In continua crescita il valore all’export – che assorbe circa il 90% dei volumi prodotti – che, con poco più di 881 milioni di euro (+1,8%), esprime circa il 26% del totale delle esportazioni del comparto Food a Indicazione Geografica. È l’Aceto Balsamico di Modena IGP a caratterizzare il comparto, rappresentando circa il 99% dei volumi certificati, dei valori alla produzione e dell’export.

OLI DI OLIVA

Ai 43 prodotti del 2015 si aggiungono 2 nuove IGP regionali nel 2016 e una nel 2017, con la categoria che rag­giunge complessivamente 46 riconoscimenti (42 DOP e 4 IGP). Nonostante la capillare presenza in tutte le aree vocate e i 21.881 operatori, il comparto limita a poco più del 2% i volumi certificati rispetto al totale prodotto dal settore. Nel 2016, in particolare, si arriva a 10mila tonnellate certificate , in calo del -1,7% rispetto al 2015; una diminuzione comunque ben più limitata della contrazione complessiva della produzione di olio che è stata del -62%. Durante tutto il 2016, di contro, i prezzi degli oli DOP, soprattutto pugliesi, calano rispetto ai livelli re­cord dell’anno precedente diminuendo il valore alla produzione intorno ai 69 milioni di euro, il -2,2% rispetto al 2015. Il settore degli oli extravergini IG risulta fortemente collegato per quantità e valori ai primi tre prodotti della graduatoria, rispettivamente Toscano IGP, Terre di Bari DOP, e Val di Mazara DOP. Seguono, con una crescita sostenuta, altre due denominazioni storiche: Riviera Ligure DOP e Umbria DOP.

CARNI FRESCHE

Il valore alla produzione per la categoria delle Carni fresche DOP e IGP nel 2016 supera gli 86 milioni di euro mentre il valore al consumo sfiora i 200 milioni di euro. Gli operatori impegnati nella produzione certificata sono invece 9.513. Le esportazioni di carni fresche certificate rappresentano una ristrettissima nicchia (meno dell’1% del totale della produzione DOP IGP destinata ai mercati esteri), mentre oltre il 40% delle carni fresche DOP IGP è im­messo nel mercato nazionale attraverso i canali “Horeca” e “Dettaglio tradizionale” (per le altre categorie del Food IG non si raggiunge il 10% su questi canali). Continua a crescere la grande filiera del Vitellone Bianco dell’Appen­nino Centrale IGP sia per quantità certificata che per risultati di mercato con un valore al consumo che supera i 134 milioni di euro (+5,1%). Dinamiche altalenanti per i volumi certificati del comparto ovino, cresce l’Agnello di Sardegna IGP (+13%), diminuiscono Abbacchio Romano IGP (-26%) e Agnello del Centro Italia IGP (-6%).

ALTRE CATEGORIE DOP IGP Le produzioni agroalimentari certificate italiane comprendono altre categorie merceologiche estremamente diffe­renti – Prodotti della panetteria e pasticceria, Paste alimentari, Spezie (zafferani), Altri prodotti di origine animale e Specialità tradizionali garantite (STG) – che rappresentano nel loro complesso lo 0,2% del valore alla produzione del comparto Food certificato. Nel 2016, la voce Altri comparti ha mostrato una dinamica decisamente positiva in termini di volumi (+46% sul 2015, con poco meno di 57 mila tonnellate) e di valori (+47%, con circa 14,8 milioni di euro). Risultati da ricondurre in larga misura alla Mozzarella STG che ha evidenziato un incremento del +69% rispetto al 2015. Da segnalare, invece, il primato in termini quantitativi della Pasta di Gragnano IGP (il 56% dell’intero comparto) e i risultati in termini di valore della Liquirizia di Calabria DOP (+60%) e della Ricotta di Bufala.

 

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