San Leucio e le sue sete, un protocollo per cambiare passo?

“Occorre Cambiare passo”! Le parole del neo presidente di Confindustria Gianluigi Traettino potremmo prenderle come slogan per comprendere i processi di sviluppo e rilancio del territorio casertano e che attendono di procedere spediti per far vivere progetti e imprese e non sopravvivere.


Il protocollo firmato giovedì presso il comune di Caserta, rappresenta una importante piattaforma dove viene sancita una potenziale collaborazione pubblico – privato per il rilancio, valorizzazione finalizzata alla produzione serica e del turismo del Belvedere di San Leucio tra Città di Caserta, Camera di Commercio, Dipartimento Design dell’Università, la Rete San Leucio Textile e Confindustria. Firme che dovrebbero garantire una nuova pagina da scrivere a partire dal Museo delle Sete e dagli antichi telai appena resi nuovamente funzionali ed in grado di produrre pezzi rari e pregiati se naturalmente non vengono nuovamente abbandonati.
Intenti comuni dei sottoscrittori, in particolare, per “ attivare ricerche per la creazione di reti e di sinergie sul territorio nazionale ed internazionale….favorire l’accoglienza di studenti anche stranieri presso il Real Sito di San Leucio…realizzazione di progetti congiunti nel campo della ricerca scientifica e tecnologica…formazione e recupero antichi mestieri serici…..produzione di prototipi, brevetti, pubblicazioni, multimedia, riviste accademiche e ogni altra tipologia di prodotto scientifico…..attivare progetti di alternanza scuola – lavoro……! La sfida, quindi, del rilancio di San Leucio passa attraverso questo importante strumento di collaborazione tra Carlo Marino, Tommaso De Simone, Gianluigi Traettino, Annamaria Rufino e Gustavo Ascione a cui si aggiunge il sostegno istituzionale del consigliere regionale Luigi Bosco, vice presidente della Commissione Turismo. E ora dai buoni propositi tutti attendono fatti concreti e tempi certi sui “procedimenti amministrativi” che, spesso, si rivelano per l’ennesima volta porti delle nebbie tra firme, pareri, timbri, spille e graffette che mancano.

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