di Angela Petroccione: DALL’ANTICHITÀ ALLA DIETA MEDITERRANEA: DOPO IL MANN, ALLA CASINA VANVITELLIANA
Al Museo Archeologico Nazionale di Napoli il confronto tra storia, scienza, agricoltura e cultura del vino. Dante Stefano Del Vecchio: «Abbiamo costruito una bella pagina dedicata al vino, al cibo e alla Dieta Mediterranea». Dopo il MANN, a nel meraviglioso scenario della Casina Vanvitelliana di Bacoli. NAPOLI, 14 settembre 2026 – Dalla storia del vino custodita nei reperti del Museo Archeologico Nazionale di Napoli alle nuove prospettive legate all’alimentazione, alla salute, alla ricerca e all’economia del comparto vitivinicolo.
Al MANN la quarta edizione di “Dall’Antichità alla Dieta Mediterranea: della vite, del vino e del cibo”, il progetto ideato e curato da Dante Stefano …
di Angela Petroccione: DALL’ANTICHITÀ ALLA DIETA MEDITERRANEA: DUE GIORNATE TRA STORIA, SCIENZA, TERRITORIO, IMPRESA E CULTURA DEL VINO. Dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli alla Casina Vanvitelliana di Bacoli, due giornate per mettere in relazione la storia millenaria della vite, del vino e del cibo con le trasformazioni che oggi attraversano il settore, dalla ricerca scientifica alla ristorazione, dai mercati alla promozione dei territori. Si è conclusa la quarta edizione di “Dall’Antichità alla Dieta Mediterranea: della vite, del vino e del cibo”, il progetto ideato e curato da Dante Stefano Del Vecchio, organizzato in collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e AIS Campania.
La prima giornata, ospitata dal MANN, ha costruito il dialogo tra archeologia, alimentazione, salute, agricoltura e cultura del vino, partendo da un luogo che custodisce testimonianze straordinarie della vita quotidiana di Pompei ed Ercolano e del ruolo che il vino e il cibo avevano nel mondo antico.
Ad aprire il confronto, insieme a Del Vecchio, il direttore generale del MANN Francesco Sirano, l’assessora all’Agricoltura della Regione Campania Maria Carmela Serluca e l’assessore del Comune di Napoli alla Partecipazione attiva e all’Immagine della città Carlo Puca. Al centro della giornata anche il focus “La cura del corpo e della mente, dal cibo dell’antichità alla dieta mediterranea”, con Paolo Ascierto e Luigi Moio.
«È stata una giornata importante non solo per il Museo, ma anche per tutti coloro che hanno partecipato, perché siamo andati molto oltre l’evento», ha sottolineato Francesco Sirano. «È stato un momento in cui la cultura del vino, la storia e l’archeologia dei nostri territori si sono dati appuntamento e hanno dialogato per mettere in rilievo qualcosa che rende unica questa terra e che la pone sotto i riflettori internazionali. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha proprio questa caratteristica: essere un luogo di sperimentazione e di apertura».
Per Maria Carmela Serluca, l’iniziativa ha rappresentato l’occasione per riportare le produzioni agricole dentro una dimensione più ampia, nella quale storia, cultura e identità territoriale continuano a dialogare con il presente: «Il vino non è soltanto un prodotto: è territorio, paesaggio, lavoro, cultura e comunità. Dalle testimonianze dell’antichità custodite al MANN alle vigne che ancora oggi caratterizzano i nostri territori, esiste un filo che attraversa i secoli e che abbiamo il compito di custodire e, allo stesso tempo, valorizzare in chiave moderna».
Il confronto scientifico ha aggiunto un ulteriore livello di lettura. Paolo Ascierto ha affrontato il rapporto tra alimentazione, prevenzione, microbiota, sistema immunitario e ricerca oncologica, richiamando la necessità di un approccio responsabile al consumo di alcol e mettendo in guardia dalle semplificazioni alimentari. Luigi Moio ha invece ripercorso il ruolo culturale e scientifico del vino e della fermentazione, definendo il vino un “vettore di cultura” e riportando l’attenzione sul valore della moderazione e della trasmissione delle conoscenze tra le generazioni.
Accanto alla dimensione culturale e scientifica, la manifestazione ha confermato anche quella economica e professionale. Aziende e consorzi hanno incontrato una delegazione di buyer stranieri guidata da Michèle Shah, consulente internazionale e Ambassador della Old Vine Conference, mentre i banchi di degustazione hanno riunito produzioni della Campania e di altri territori italiani insieme a vini provenienti da Turchia, Armenia, Moldavia e Ucraina.
La seconda giornata ha spostato il racconto al Parco Borbonico della Casina Vanvitelliana di Bacoli, riportando il vino dentro un altro paesaggio fortemente segnato dalla storia, dalla natura vulcanica e dalla viticoltura dei Campi Flegrei.
Tra degustazioni e momenti di confronto, uno dei passaggi centrali è stato l’incontro curato da AIS Campania, “Presentazione e selezione dei vini nella ristorazione e pizzerie. Valore e cultura”, coordinato dal presidente Tommaso Luongo, con Annibale Discepolo, Antonio Tubelli, Enzo Coccia, Agostino Alboretto e Angela Petroccione.
La tavola rotonda ha affrontato le trasformazioni in atto nei consumi e nel rapporto tra vino e ristorazione. Dal confronto è emersa la necessità di rendere il vino più accessibile e comprensibile ai nuovi pubblici, lavorando su carte più leggibili, proposte al calice, politiche di prezzo più equilibrate, comunicazione e formazione. La pizza è stata indicata come uno dei possibili veicoli per avvicinare nuovi consumatori, mentre il rapporto tra cucina, vino e territorio è stato richiamato come elemento culturale da preservare e reinterpretare. Il confronto si è esteso anche alla capacità dei territori e delle denominazioni di fare sistema, con gli interventi dei Consorzi di tutela del Sannio e del Friuli Venezia Giulia.
«Il successo di questi giorni conferma come uno dei format più interessanti per la promozione del vino nel prossimo futuro sia proprio il legame tra cultura, impresa e storia dei luoghi», ha sottolineato Tommaso Luongo, presidente di AIS Campania. «Sono elementi che, insieme, diventano protagonisti del racconto del vino e possono restituirgli profondità, identità e valore».
A tracciare il bilancio delle due giornate è Dante Stefano Del Vecchio: «Con il direttore generale Francesco Sirano, con due scienziati di valore internazionale come Luigi Moio e Paolo Ascierto e con la partecipazione dell’assessora Maria Carmela Serluca abbiamo costruito un confronto straordinario per contenuti, coinvolgimento e attenzione del pubblico. Tante persone hanno scelto di condividere con noi questi momenti, mettendo insieme le bellezze custodite nei luoghi che ci hanno ospitato, il loro legame con il cibo e il vino e il confronto con aziende e operatori internazionali. Abbiamo realizzato una bella pagina dedicata al vino, al cibo e alla Dieta Mediterranea, facendo camminare insieme cultura, ricerca e impresa».









































