Pompei, le radici antiche del vino tra cultura, arte e mercato

Pompeii, dell’Antichità della Vitae del Vino e del Cibo. Si è conclusa la terza edizione con un grande sforzo di partecipazione dei diversi attori coinvolti nel racconto del vino tra arte, cultura, archeologia, nelle degustazioni, master class e b2b. Tenere insieme i diversi aspetti del programma (sopportando le modifiche di orari e aree concesse intervenute nelle ultime due settimane) è stato un lavoro difficile, tuttavia il concept ha prodotto risultati incredibili con uno sforzo comune condiviso con il Parco Archeologico, con gli uffici impegnati fino in fondo a garantire il buon esito della manifestazione. Un ringraziamento al direttore Gabriel Zuchtriegel, per la condivisione del format proposto di legare storia e cultura con il territorio, rendendo “vivo e dinamico il Parco Archeologico” integrato con la realtà del territorio, delle imprese locali e internazionali lungo le rotte dell’antichità della vite e del vino. “L’archeologia non è un mondo isolato, e Pompei deve essere aperta a eventi trasversali che parlino a pubblici diversi, spaziando dalla cultura al gusto. Questo evento ne è un esempio perfetto, dimostrando come si possa creare un ponte tra il passato e il presente, tra l’archeologia e l’enogastronomia, senza tralasciare un approccio scientifico verso le eccellenze del nostro territorio.”

Un sentito ringraziamento a Michèle Shah, non solo per la sua consulenza professionale impagabile ma soprattutto per essersi coinvolta nello spirito del progetto e di averlo sostenuto con tanta energia. La sua selezione di buyer e giornalisti ha portato concretezza per le aziende, ha consentito di sviluppare contatti di primissimo piano offrendo loro una piccola rassegna di 41 aziende di raffinata qualità, una straordinaria varietà di vitigni presenti e territori simbolo della vitivinicoltura campana, nazionale ed internazionale. Un vero piacere raccogliere da loro l’apprezzamento per le due giornate intense e ricche di importanti novità a loro sconosciute: scoprire tantissimi vitigni locali, vivere il vino a Pompei con la visita alle vigne nel Parco Archeologico oggi affidate a Feudi San Gregorio, e le visite alle aziende Bosco de Medici e alle vigne centenarie di Casa Setaro.

Lectio Magistralis e approfondimento. Il valore della cultura nel vino diventa valore di prodotto. Nell’incanto del Quadriportico dei Teatri, Armando Castagno ci ha condotto in una meravigliosa narrazione intrecciando Vero Falso e Mistero tra arte pittorica e vino “I concetti di vero, di falso e di mistero, che sin dalle origini della cultura occidentale si intrecciano tra loro, costituiscono campi semantici che la letteratura enoica recente ha in qualche modo annesso all’ambito narrativo e interpretativo del vino.
Tra questi termini, il più antico – origina come concetto filosofico in Aristotele – e insieme il più difficile da chiudere in un recinto di senso è “vero”, lemma che ha avuto nel corso della storia diversi ambiti di applicazione: filosofia appunto, ma anche teologia, arte, matematica, politica”.

Il Vino e il Parco Archeologico negli scavi recenti che regala scoperte di straordinario valore, come ci ha svelato Llorenc Alapont, archeologo e antropologo dell’Università di Valencia, raccontandoci dei riti funebri dell’antichità ed i segreti della tomba trovata a Pompei di Marcus Venerio Secundio. La notizia della scoperta della tomba di Marcus Venerio Secundo, la prima volta che contiene uno scheletro parzialmente mummificato è trovata in una camera funeraria di Pompei, cosa molto rara in questa antica città romana distrutta dal Vesuvio nel 79 d.C. poiché i corpi degli adulti venivano solitamente cremati a quell’epoca. È stata inoltre scoperta un’iscrizione su una lastra di marmo che conferma che il greco veniva recitato anche nei teatri di Pompei, almeno negli ultimi decenni prima dell’eruzione”.

 

Emozionante la testimonianza di Roberto Cipresso, nel suo progetto di vigne senza frontiere nei territori difficili contrassegnati da guerre o dove il vino è bandito dalla cultura locale. “Parlare dell’Anatolia e del vino non significa semplicemente scavare nel passato con curiosità storica. Significa affondare le mani nella prima argilla che ha accolto la vite addomesticata, dove l’uomo ha compreso per la prima volta che il frutto fermentato poteva raccontare il tempo, la terra, e persino Dio. Lì, nel cuore del Caucaso, a cavallo tra Anatolia e Mesopotamia, il vino non è mai stato solo bevanda: è stato rito, simbolo, scambio, confine e ponte”.

Design e Comunicare il Vino. Benedetto Longobardi Ruju, ha svelato lo scrutare di alcuni aspetti “sociologici” e “psicologici” che accompagnano l’atto di creare uno stile di comunicazione, di una immagine grafica tra linee e forme che interpretano le idee e le trasformano in un logo, in un marchio. La sua collaborazione con Gualtiero Marchesi nei decessi scorsi ha aperto la strada al design nella comunicazione in cucina.

Uno speciale ringraziamento alla Ambasciatrice della Georgia a Roma, Tamuna Liluashvili, portando il suo saluto di una terra che è il simbolo dell’antichità del vino con ottomila anni di storia ed una cultura civile e religiosa del vino che permea tutta la popolazione georgiana. E di questa cultura del vino ci ha parlato Helmuth Koecher, da anni impegnato nell’esplorare il mondo vitivinicolo georgiano.

La cucina e il cibo. Ricette all’insegna dell’antichità hanno accompagnato la rassegna con la ricerca di Antonio Tubelli, storico cuoco della cucina napoletana, con Gilormo Di Fusco e Vincenzo Del Sorbo del ristorante Pompeo Magno. Realizzare uno spazio cucina nel Parco Archeologico è stato tecnicamente difficile, ma la semplicità del lavoro per una cucina essenziale rifuggendo le apparenze (fru fru e commerciale) della cucina tutta “social”, ci ha regalato piatti di particolare suggestione rimandando ai prodotti dell’orto e del mare tra passato e presente. Ricette dell’antica Pompei che gli chef hanno preparato rispettando una tradizione millenaria in una suggestiva cornice di bellezza.

The Old Vine Conference. La presenza dell’associazione londinese impegnata nella valorizzazione delle vecchie vigne ha portato un importante contributo al tema dell’antichità, della ricerca storica e culturale legata alle vigne che abbiano oltre tre decenni e mezzo. Dieci aziende italiane selezionate per una master class condotta dalla loro Ambasciatrice Michèle Shah che ha unito l’Italia in un viaggio tra territori e vigne di pregio.

Ais Campania. Una partnership iniziata con la prima edizione, non solo la celebrazione dei 60 anni dalla sua nascita all’insegna della professionalità e dal sostegno ai territori ed aziende con il suo presidente Tommaso Luongo, ma anche lo slancio nel supportare l’evento con impegno e dedizione ai banchi di degustazioni e con le master class condotte da Franco De Luca.

Pompei è stata, insieme alle aziende, una vetrina per i Consorzi di Tutela del Friuli-Venezia Giulia, Regione Campania, Camera di Commercio Irpinia Sannio, della provincia di Salerno Vita Salernum Vites, di Caserta Vitica e del Vesuvio, Irpinia e Sannio, che hanno arricchito l’offerta di territori significativi nel contesto regionale e nazionale.

E ora pensiamo alla quarta edizione, rigorosamente di sera recuperando il format delle prime due edizioni.

Un caloroso ringraziamento alla redazione della Guida Vini Decanto, Nicolangelo Marsicani, Suzanne Wess, Annibale Discepolo, Barbara Rosso, Angela Petroccione, Cesare Avenia, Arturo Erbaggio, Marco Serra, Michela Del Sorbo a suo marito Gerardo e ai miei figli Martin e Irene.

 

 

Torna in alto