Bongo Borgo, migliaia i visitatori al festival delle percussioni di Pratella

Piccoli Borghi animati dai giovani che intendono viverli e riempirli di musica come a Pratella, un piccolo borgo colorato e animato con la voglia di non farlo morire con la speranza viva che possa diventare un albergo diffuso per ospitare chi vuole scoprire angoli sperduti delle aree interne. Indietro nel tempo fino alle origini della musica o di quello che possiamo definire l’inizio delle prime note, tutto ebbe inizio con le percussioni


Piccoli Borghi animati dai giovani che intendono viverli e riempirli di musica come a Pratella, un piccolo borgo colorato e animato con la voglia di non farlo morire con la speranza viva che possa diventare un albergo diffuso per ospitare chi vuole scoprire angoli sperduti delle aree interne. Indietro nel tempo fino alle origini della musica o di quello che possiamo definire l’inizio delle prime note, tutto ebbe inizio con le percussioni. Nelle sue molteplici forme, le percussioni ci riportano al nostro essere primordiale con quel ritmo scandito ossessivo e penetrante fino ad agitare l’anima in una danza tra estasi e divertimento. “Bongo Borgo”, un successo straordinario di visitatori e cittadini che hanno inondato il piccolo borgo di Pratella messo a festa da una cinquantina di giovani locali che armati di passione e amore per la propria terra, hanno realizzato la quarta edizione di questo gioiello di festival. Entusiasmo e divertimento ma anche tanta curiosità per i gruppi musicali che anno condotto le danze fino a tarda notte e qualcuno fino all’ alba per godere di un luogo magicamente sprofondato nel verde e rinfrescato dalle acque del Lete. Prometeo, l’associazione locale che conta su circa cento aderenti, su una popolazione di meno di 1800 anime, insieme all’ amministrazione comunale hanno dato vita in pochi anni a questa manifestazione che di sicuro potrà crescere e portare in quello straordinario luogo tantissimi turisti e visitatori. Perdersi nei vicoli seguendo il percorso tracciato, si capisce subito che in quel borgo non vi è rimasto più nessuno “sono circa 50 le famiglie che vivono in quelle case una sull’ altra”, felici di essere invase da migliaia di persone e dal frastuono della musica. Nel lavoro dei tantissimi giovani e residenti anche il disperato tentativo di rianimare i loro luoghi e forse anche una proposta per lo spettacolo ed il turismo che guarda oltre le proposte troppo confezionate per guardare alla natura popolare dei piccoli centri. Piazza Chiesa, un angolo panoramico, ospita il palco e verso le 22 inizia la prima performance musicale dei gruppi musicali provenienti da vari angoli del mondo, come i”Little Percussion Ensemble” con la loro musica di improvvisazione con piccoli strumenti a percussione, alternando note melodiche ed effetti: kalimba, tamburello, mizar e Thunder. Poi “i Quilombo” una band di percussionisti con il maestro Merola, dalla musica etnica, a stili ritmici afro-brasiliani, africani, percussioni giapponesi, arabe e del mediterraneo. E nella notte il ritmo sale di pressione con “Destination West Africa” musiche e danze del Mali, della Guinea e del Burkina Faso, e infine “Quebradeira Independente”, musica e danza tra Bajon e Samba Reggae e Samba Enredo. Il festival continua con altre proposte di laboratori di percussioni per bambini e soprattutto artigianato e gastronomia del territorio.

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